Da un frammento di un canto perduto di Dante
trascrizione e commento di Claudio Calosi


Dante e Virgilio scendono dal cerchio degli eretici (v.1-3). Incontrano una nuova schiera di peccatori: i nominalisti, coloro che negarono l'esistenza degli universali. Come i nominalisti sostennero che solo i particolari esistono e gli universali non sono che una qualche funzione del linguaggio o delle attitudini epistemiche nell'inferno sono condannati ad avere appunto straziati il capo e la lingua da uccelli infernali che hanno il nome di quegli universali di cui negarono l'esistenza (v. 4-35). Virgilio mostra a Dante in fila Guglielmo da Occam di cui ricorda il motto entia non sunt moltiplicanda (v. 38-41), Nelson Goodman di cui invece ricorda il motto No difference without a difference maker (v.43-46) e Willard Quine e il suo amore per una ontologia da deserted landscape (v. 49-51). Dante scorge un'anima tra le tantee venendone particolarmente mosso la interroga. E' Achille Varzi (v. 49-54). Inizia il discorso del Varzi che ricalca il suo celebre Truly Negative Biographic sketch: da cio' cha vrebbe potuto essere al suo primo libro sui buchi al suo interesse per cio' che non e' e non solo per quel che e'. Accena al suo saggio di semantica universale e al suo Pianeta dove sparivano le cose (v. 55-69).
Interrogato da Dante se tra le tante tesi sostenute in vita che lo hanno condannato nell'inferno ce ne sia una che adesso vorrebbe , conoscendo le conseguenze fatali, ritrattare, Varzi risponde con uno dei suoi piu' bei e celebri detti (v. 70-75).

 

Ero sceso dal cerchio dove stanno ......................1
coloro tra le fiamme e negli avelli
che l'anima col corpo morta fanno
che folta schier di peccatori felli
apparve sanza fine alle mie ciglia.
........................5
Volavano nell'aere grossi uccelli
col becco aguzzo e piu' puntute artiglia
che lungo l'ali avevan scure scritta.
Come quel pesce che la rete impiglia
piu' si dibatte e piu' la corda fitta
.........................10
cosi' quei s'agitavano in catene
finche' la forza loro era sconfitta.
Al duca mio rivolto: in quelle pene
e quei lunghi tormenti, io ti prego
dimmi chi, sanza luce e sanza spene
....................15
qui s'accoglie dell'infernal congrego?
Ed elli a me. Tu vedi qui puniti
chi degl'universal fece diniego.
A dir contra ragion furon si' arditi
che solo questo esiste ed altro questo
................. 20
che come vedi il lume li ha fuggiti.
Qui si vien maladetto il loro testo
che d'ogne universal tolto dal mondo
lo mette nella lingua e in capo presto.
Qui dunque si convien ch'uccello immondo
........25
del loro capo e lingua faccia strazio
strappando lor le carni fondo a fondo
cosi' che col dolor paghino dazio.
E messi gli occhi in fondo alla tristezza
che l'animo facea mio tanto sazio
........................30
vidi allor cotali scritte: Bellezza
avea un uccello, Cerchio un altro, Male,
Rossita', Amaritudine, Saggezza
ed ogni altro nom d'universale
avean sull'ali quelle bestie atroci.
.......................35
Preso da sconforto: Pena m'assale
per chi patisce pene si' feroci
da lor saper chi furo e cosa fenno.
E lui:Tu vedi la' tra quegl'incroci
troppi la cui ragion usci' dal senno.
....................40
La' trovi Occamo e sua discendenza
che non vuol enti piu' di quanti denno
e Nelsono Buon'uomo in sua presenza
che non vide con li occhi male aperti
sanza un facitor mai differenza.
..........................45
E sotto il becco degli uccelli esperti
vedi qui sanza posa si dibatte
quel tardo amator de li deserti
ch'ha nom Villardo Quino. Avea fatte
pur queste nomanze che'n mezzo a mille
............50
scorsi un'anima persa tra l'anfratte.
E dissi: O tu che fra queste scintille
ti dimeni, chi fosti e cosa fei?
Ed elli a me. Ancor fui Varzi Achille:
Se Fur non fui quel che potuto avrei
..................55
sarei potuto quel che non son stato
che mai rimpiansi li fogliami miei.
Di quel nulla che non e' perforato
solamente, primo scrissi e non da me.
E poscia il capo e il cuor ebbi occupato
............. 60
da che non e' non men che da quel ch' e'.
Il mio saggio del senso universale
nessun lo tenne caro, stretto a se'
ma non dispiacque, ed ora piu' non vale
aggiunger altro che muova a pieta'
...................65
se non come dopo'l temporale
che non rimase senza chiarita'
il pianeta dove sparir le cose.
E nel silenzio l'anima infernale
indi si chiuse ed i suoi occhi ascose.
.................70
Allor ripresi: Dimmi veramente:
tra verita' allo spirto perigliose,
un'e' che tanto desperatamente,
qui ti condanna che negar vorresti?
Disse: La mereologia e' innocente.
....................75

 

 

 

I Prossimi Appuntamenti

24 Novembre 2009

Presentazione del
Laboratorio di Ontologia Applicata


interverranno:
Roberta Lanfredini
(Dipartimento di Filosofia - Firenze)
Alessandro Bemporad
(Symmetric Software Company)
Giuliano Benelli, Gianluca Daino
(Facolta' d'ingegneria - Firenze)

 

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